Quote by Cbt parte 2, tutto il meglio di agosto

5 nazionali, 7 college, 8 location in 5 regioni per un mese all’insegna del basket NCAA: questi i numeri del College Basketball Tour 2018. Giunto alla sua settima edizione, il CBT ogni anno ha alzato l’asticella ospitando college sempre più interessanti. Abbiamo parlato qui dei volti nuovi che abbiamo visto in Italia, da Notre Dame a Oklahoma State passando per le nazionali, vediamo ora risultati e tante curiosità dell’edizione appena trascorsa.

Avevamo scelto l’azzurro per descrivere l’edizione 2018 del College Basketball Tour perchè, dopo tre anni d’assenza, tra gli ospiti dell’evento sono tornate sia la nazionale maschile (nella sua versione sperimentale) che quella femminile. Ed è stato un vero e proprio successo; sia di pubblico (i match contro la USA East Coast All Stars e Oklahoma State hanno visto quasi il sold out a Vicenza) che di risultati. I ragazzi di coach Meo Sacchetti infatti, si sono imposti in tutte le quattro gare che hanno giocato. E se Pierfrancesco Oliva ha cercato di riprendere confidenza con il campo dopo l’infortunio, l’altra conoscenza del college basket americano, Nicola Akele ha dato vero e proprio spettacolo meritandosi appieno il titolo MVP del quadrangolare davanti alla sua intera famiglia che non si è voluta perdere lo spettacolo. Ottime le prestazioni del capitano azzurro Giampaolo Ricci e Leonardo Candi che la prossima stagione vestiranno rispettivamente la maglia della Vanoli Cremona e Grissin Bon Reggio Emilia.

Pierfrancesco Oliva (St. Joseph's)

Pierfrancesco Oliva (St. Joseph’s)

Le ragazze invece hanno sfruttato al massimo il match di preparazione per le qualificazioni a EuroBasket2019 imponendosi per 74-37 contro Wake Forest. Un match che di fatto per molte di loro era una partita in casa: oltre a Giorgia Sottana, cresciuta nella Marca, coach Crespi ha convocato le padovane Caterina e Francesca Dotto, la bassanese Francesca Pan, la scledense Valeria De Pretto, la vicentina Jasmin Keys (San Martino di Lupari) e diverse atlete che giocheranno in società venete come Gaia Gorini e Martina Kacerik (Venezia), Olbis Andre, Martina Crippa, Valeria Battisodo e Marcella Filippi (Schio).

E parlando di Wake Forest, il caso di Elisa Penna è stato alquanto singolare. Il tour in Italia, da quanto raccontato dalla stessa giocatrice, è stato un regalo che lo staff le ha voluto fare prima della sua ultima stagione in maglia Demon Deacons. Elisa è anche una delle atlete della nostra nazionale e tra le convocate per l’europeo e quindi ha affrontato le sue compagne, senza fare a sconti a nessuno: è stata infatti lei la MVP della partita contro l’Italia. E dopo il match ha cambiato maglia e si è unita al team azzurro, raggiungendo le altre “americane” Francesca Pan e Lorela Cubaj, entrambe in forza a Georgia Tech, per il match di preparazione contro la Francia.

Elisa Penna (Wake Forest)

Elisa Penna (Wake Forest)

Quella tra la nazionale e Wake Forest non è stata però una semplice partita di basket, ma un’occasione per raccogliere fondi a favore di LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori). A fine serata, anche grazie all’iniziativa di Anthony Travel che ha donato 50 euro per ogni tripla realizzata (11 in totale), sono stati ben 2.500 gli euro devoluti. Unica nota stonata, la minigonna giallo fluorescente di coach Jennifer Hoover: non le avevano detto che l’Italia è la patria della moda?

Rimanendo in campo femminile, l’attesa maggiore era sicuramente per l’arrivo di Notre Dame. Il match contro la selezione all star italiana di Roma ha decretato il ritorno in campo dell’All-American Brianna Turner, miglior realizzatrice della partita. Molto soddisfatta coach Muffet McGraw che per la prossima stagione avrà una squadra più competitiva che mai grazie al ritorno della maggior parte delle ragazze che lo scorso anno si sono aggiudicate il titolo NCAA. E tanto per mettere in chiaro che fossero loro le regine della NCAA, le Fighting Irish si sono portate dietro per tutta Roma il trofeo vinto lo scorso marzo.

 

Molto soddisfatta anche Katerina Pazzaglia, cresciuta nella Magica San Pietro e ora pronta a sbarcare a Florida Southern college di DII. C’era anche lei nella selezione All Star: “Can say that I have played against the NCAA 2017-2018 champions #NotreDame  😊 😊” , ha scritto su Facebook, portandosi a casa la maglietta di allenamento di Arike Ogunbowale, non l’ultima delle giocatrici del college basket.

Oltre a McGraw, il College Basketball Tour ha ospitato quest’anno un altro allenatore di primo ordine: Ed Cooley di Providence. Per Cooley il tour italiano è stato un buon banco di prova per i suoi Friars che, dopo aver perso il “trio delle meraviglie” composto da Cartwright, Bullock e Lindsey, arrivano alla prossima stagione con molte matricole talentose. Una su tutte David Duke, che nel match di Fossombrone è stato l’autore di una schiacciata incredibile che ha fatto il giro del web.

ed è stata inserita tra le migliori giocate della settimana da Sport Center. In panchina si vocifera sia merito di tutta la pizza che la giovane point guard ha mangiato durante il tour.

 

 

Tra gli americani, da segnalare anche le prodezze di Mr Basketball dell’Illinois, Charlie Moore capace da solo di ricucire il gap di – 20 contro la nazionale italiana. Dopo l’anno da red-shirt, non vede l’ora di poter scendere in campo con Kansas e dimostrare il suo valore. Valore che passa anche attraverso gli insegnamenti di coach Jim Todd (in passato sulla panchina dei Clippers e assistant coach per i Knicks) che vedendo Charlie dirigersi all’intervista senza maglietta e con aria un po’ annoiata, lo richiama e lo istruisce a proposito. Quando si dice l’importanza degli allenatori nella NCAA.

Ma Moore non era la sola stella della USA East Coast Selection: Justin Minaya di South Carolina, Aaron Wheeler e Sasha Stefanovich di Purdue hanno dato parecchi problemi alle formazioni avversarie, nonostante le ore piccole che i ragazzi hanno ammesso di aver fatto durante il loro soggiorno vicentino.

Tra i college americani presenti quest’anno, menzione speciale va a Maryland. I media americani (in particolar modo Sport247) e il sito della NCAA hanno seguito con attenzione il tour dei Terrapins: un risultato incredibile per un evento che nato appena sette anni fa sta conquistando una fama sempre più internazionale. Nei due match in programma in Italia, la squadra di coach Mark Turgeon ha ottenuto ben tre vittorie in altrettante partite (a cadere sono state prima la selezione all star Daground, poi la nazionale dei Paesi Bassi e infine la selezione romana di Dowtown). Mattatori del tour dei Terps sono stati la star Bruno Fernando (che grazie allo spagnolo è stato anche il traduttore designato dei suoi compagni durante le visite e le fermate nelle gelaterie) e la nuova matricola Jalen Smith. Basterà a scrollarsi di dosso la delusione per l’ottavo posto della scorsa stagione e la mancata qualificazione alla post season?

Restando in ambito media, non possiamo che chiudere con Oklahoma State. Il match contro l’Italia è stato alquanto deludente per coach Mike Boynton che non ha risparmiato dure critiche ai suoi, sconfitti 99-72, ma gli speciali su Venezia e Roma targati Micheal Weathers sono una vera chicca. Date un’occhiata alle tre puntate che vedono Weathers nelle vesti di presentatore

 

Il ragazzo buca davvero lo schermo, se la carriera cestistica non dovesse decollare…

Il Torneo Internazionale di Vicenza è stata anche l’occasione per vedere all’opera la nazionale sperimentale tedesca, dimostrazione di come il basket teutonico stia crescendo nella giusta direzione. Merito anche del fatto che molti dei loro giovani atleti stiano prendendo la strada degli Stati Uniti e che al loro ritorno in patria possano portare con sé un ottimo bagaglio tecnico e atletico. È il caso di Christian Sengfelder che la scorsa stagione è stato protagonista a Boise State, piccolo ateneo capace di arrivare fino alla Post Season nel 2013 e 2015 e di essere invitato al NIT lo scorso anno. Dopo l’esperienza americana, maturata anche grazie ai tre anni presso la Fordham’s Christian, Sengfelder ha detto di essere pronto per tornare in patria e mettere in pratica tutto ciò che ha imparato.

Se i tedeschi hanno perso solo contro l’Italia, più amaro è stato il percorso per la nazionale olandese. Così, mentre sul campo i risultati stentavano ad arrivare –  gli “young lions” non sono riusciti ad aggiudicarsi nemmeno una partita in terra italiana  – gli applausi più forti, e il maggior numero di richieste di selfie, se li è presi l’ex “olandese volante” Rik Smits, ora dirigente della federazione. Neppure la grande esperienza internazionale e in nazionale senior di Jito Kok (sì, quello della gomitata che ha portato all’espulsione di Danilo Gallinari) ha potuto dare consistenza alla nazionale dei Paesi Bassi.

E se per il momento dal College Basketball Tour è tutto, non ci resta che goderci la prossima stagione NCAA in attesa di sapere quali saranno le squadre che potremo ammirare nel nostro Paese la prossima estate.